Pagine

martedì 23 agosto 2011

La parabola del contadino e dello speculatore


La parabola del contadino e dello speculatore:


Un contadino ha un campo di grano e produce pasta e pane. Un secondo contadino ha un frutteto. Un allevatore ha un gregge di pecore e produce latte e formaggi. Un artigiano realizza mobili in legno, un altro fila la lana e tesse indumenti.

Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell'allevatore e con i maglioni del secondo artigiano. Quello che ha la frutta ne scambia un po' con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta. Ognuno produce qualcosa e tutti hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c'è meno frutta, l'anno dopo ce ne sarà di più.

Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po' di pane, un po' di frutta, un po' di latte e un po' di formaggio. Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio... Se l'allevatore, mettiamo, non riesce a far fronte alle richieste, perché non dispone di risorse sufficienti a coprire l'aumento artificiale del fabbisogno, lo speculatore gli concede lo stesso il pane e tutto il resto, ma lo impegna a versare l'ammanco ipotecando il formaggio che non è ancora stato prodotto. Lo indebita.

Arriva un secondo speculatore e si prende la restante parte della produzione locale. I contadini, gli artigiani e l'allevatore accettano, perché hanno bisogno di compensare la carestia indotta, cercando di produrre di più e di entrare subito in possesso di ciò che viene improvvisamente loro a mancare.

A questo punto, tutti i beni disponibili sono nelle mani dei due speculatori, i quali sono liberi di decidere come, a chi e per quanto scambiarli. Fanno i prezzi, esigono sempre di più e indebitano progressivamente i contadini, gli artigiani e l'allevatore che ora non producono più per vivere, ma vivono per produrre una quantità sufficiente, sempre maggiore, di cibo e di beni, che possa soddisfare le richieste degli speculatori.

Con l'arrivo di un terzo speculatore, proveniente da terre lontane, che a sua volta ha indebitato altri artigiani, altri allevatori e altri contadini, i tre iniziano a riunirsi periodicamente per scambiarsi i debiti dei produttori, scommettendo sulla loro capacità di ripagarli con perseveranza, senza morire di inedia. Senza fallire.

Quando gli speculatori, tra di loro, esagerano con le speculazioni, scommettendo sulla capacità di ripianare il debito di un allevatore che muore di infarto, per esempio a causa dell'eccessivo lavoro, perdono parte dei loro crediti, che poi sono i debiti di chi produce i beni reali. Così dichiarano ufficialmente l'apertura della crisi. Lo stato di crisi, dicono, richiede ai contadini di produrre più grano e più frutta, agli allevatori di produrre più latte, agli artigiani di fabbricare più tavoli e più indumenti e così via. Altrimenti verrà loro richiesto di saldare i loro debiti immediatamente, e poiché è chiaro che non possono farlo, le loro fattorie verranno espropriate, i loro allevamenti confiscati, e moriranno di fame.

Ma la crisi non è dei contadini, che continuano a produrre il grano e la frutta che producevano all'inizio. Non è degli allevatori, che hanno sempre lo stesso numero di pecore, anzi di più, e dunque producono la stessa quantità di formaggi e di latte. Non è di chi fabbrica i mobili sempre alla stessa maniera, né di chi tesse indumenti esattamente come faceva una volta. No: sono gli speculatori ad essere in crisi, non i produttori. E' il loro meccanismo di inflazione programmata dei prezzi per i beni di prima necessità ad essersi gonfiato fino ad esplodere. La loro ingordigia, il loro universo artificiale, il mondo parallelo e immaginario che hanno costruito accanto a quello reale: è tutto e solo questo ad essere andato in crisi.

Finì che i contadini, gli allevatori e gli artigiani mandarono affanculo gli speculatori e ricominciarono a scambiarsi il pane, il latte, il formaggio, i mobili e i vestiti tra di loro, lasciando gli speculatori al loro meritato destino.



Realizzato da: http://www.byoblu.com


venerdì 19 agosto 2011

Salvare il pianeta


Salvare il pianeta di George Carlin:



venerdì 12 agosto 2011

Future by Design - Progetto Venus


Future by Design - Progetto Venus:
Documentario del 2006 sulla vita di «Jacque Fresco», diretto dal regista candidato al premio oscar «William Gazecki»
Doppiato dal Movimento Zeitgeist Italia (un ringraziamento speciale al team di traduzioni, a TheWise e il suo team di doppiaggio).
Homepage: http://www.zeitgeistitalia.org



Utilizzato dietro il permesso di DocFlix Corporation.
I produttori del film, Kim and William Gazecki, hanno dato il permesso di ridistribuire questa versione doppiata del film gratuitamente.
Acquisto del DVD originale e offerte alla Homepage: Qui.

mercoledì 10 agosto 2011

Cancro - le Cure Proibite


Il Cancro e le cure proibite:
Il film non intende promuovere la validità di una qualunque cura rispetto ad altre, nè vuole suggerire l'abbandono di eventuali terapie in corso a favore di altre.
È un lavoro di carattere puramente storico/informativo, non scientifico e non intende in ogni caso essere esaustivo.

LE TERAPIE UFFICIALI:
  • Statistiche: Un secolo fa veniva colpita dal cancro una persona su 20, Oggi tocca ad una persona su 3.
  • La Teoria Ufficiale: La stessa di 50 anni fa.
  • La Trinità intoccabile: Chirurgia, chemio e radioterapia.
  • La guerra dei Dottori: Allopatici contro empirici, ovvero chimica contro natura.
  • La Vittoria dell'industria: Come i banchieri si impadronirono della salute del mondo.
  • Big Pharma: Un monopolio incontrastato.

LE CURE NATURALI:
  • Essiac: Storia di Renè Caisse.
  • Hoxsey: Il ciarlatano che curava li cancro.
  • Max Gerson: Il padre di tutte le diete.
  • Marijuana: La vera storia della proibizione..
  • Gerd Hamer: La Nuova Medicina Germanica.
  • Wilhelm Reisch: Cancro e Orgone.
  • Altri metodi conosciuti: Cartilagine di Squalo, Iscador, Laetrile (B-17), ecc.
  • Tullio Simoncini: L'ipotesi fungina.
Via: http://www.luogocomune.net/