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sabato 1 ottobre 2011

Obsolescenza Programmata


Obsolescenza Programmata:
Il motore segreto della nostra società di consumo: beni progettati per "scadere".
Elettrodomestici, apparecchi tecnologici, automobili... ma anche vestiti e utensili.
Tutto è progettato per durare il meno possibile, perché il mercato deve essere in continuo movimento.
Ma i consumatori cominciano a prendere coscienza e cercano strade alternative (come la «decrescita felice» proposta da Serge Latouche).
Meno e meglio: è l’unica soluzione, per uscire dalla spirale del debito.
Che non è un incidente di percorso, tutt’altro: il debito è stato incoraggiato a tavolino per indurre i consumatori a comprare merci che non si sarebbero potuti permettere.
Obiettivo: smaltire la marea di nuove merci prodotte a ritmo vorticoso da tecnologie industriali sempre più avanzate e diffuse in tutto il mondo grazie alla globalizzazione.
Il debito serviva a questo: ad assorbire l’enorme valanga planetaria di merci, evitando una “crisi di sovrapproduzione”.
Il peccato originale ha un nome sulla bocca di tutti: crescita.
Non è la soluzione, è il problema: la crescita è cieca, perché si basa solo sulla quantità, trascurando di selezionare beni e servizi realmente utili.
La crescita vive di sprechi e genera Pil inutile, gonfiato dalla droga pericolosa del debito.
Ne è convinto Maurizio Pallante, teorico italiano della decrescita: «Il debito pubblico non è un problema di cui è stata sottovalutata la gravità», sostiene Maurizio Pallantein un intervento presto disponibile sul blog di Mdf, il Movimento per la Decrescita Felice.
Il debito, spiega Pallante, è addirittura «il pilastro su cui si fonda la crescita nell’attuale fase storica», perché il ricorso al credito «è indispensabile per continuare a far crescere la produzione di merci».
Si tratta di una scelta «consapevolmente perseguita con una totale unità d’intenti dai governi di destra e di sinistra in tutti i paesi industrializzati: non a caso – continua Pallante – la crescita dei debiti pubblici ha avuto una forte accelerazione in seguito alle misure di politica economica adottate dai governi dopo la crisi del 2008 per rilanciare la domanda attraverso le opere pubbliche e il sostegno ai consumi privati».



Decrescita Felice: http://decrescitafelice.it/


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